Le polineuropatie sono patologie che interessano il sistema nervoso periferico e colpiscono più nervi contemporaneamente, mentre se il nervo danneggiato è uno solo si parlerà di neuropatie.
Una delle caratteristiche che accomuna le polineuropatie è che sono bilaterali, ossia le lesioni che colpiscono i nervi sono simmetriche nel corpo umano, e che in genere hanno un decorso della patologia lungo con periodi di miglioramento seguiti da periodi di peggioramento dei sintomi.
Le polineuropatie colpiscono prevalentemente persone in età adulta e la loro diffusione varia molto a seconda dei paesi a causa della qualità dell’alimentazione, dell’igiene e delle norme sulla sicurezza sul lavoro. Inoltre ne esistono una vasta gamma proprio perché le cause che le provocano possono essere di diversa natura. Attualmente sono state classificate 100 tipologie di polineuropatie differenti.
Anatomia del nervo
Per capire meglio le polineuropatie, le loro cause e i sintomi che provocano è opportuno fare un breve cenno all’anatomia del nervo in quanto è il diretto interessato a queste patologie.
Il nervo è formato principalmente dagli assoni, da un rivestimento mielinico e dalle cellule di Schwann. Le polineuropatie possono colpire in modalità diverse un nervo provocando una degenerazione delle sue funzionalità. In particolare si parla di polineuropatie assonali se il problema interessa l’assone interrompendo le informazioni che vi passano oppure polineuropatie demielinizzanti se colpiscono le cellule di Schwann provocando un rallentamento dell’impulso nervoso fino al suo blocco completo.
I sintomi delle polineuropatie
Abbiamo visto che esistono molte tipologie di polineuropatie ed ovviamente anche i sintomi ad esse associati saranno di varia natura. In generale i sintomi più evidenti delle polineuropatie sono:
- alterazione delle attività sensitive, motorie e vegetative,
- diminuzione della sensibilità,
- atrofie,
- paralisi muscolari,
- ipotensione,
- secchezza delle fauci,
- spasmi intestinali,
- problemi alla vita sessuale,
- disfunzioni cardiache,
- deformazioni delle ossa.
La classificazione delle polineuropatie
Una delle classificazioni delle polineuropatie più utilizzata è quella eziologica, ossia basata sulle cause che provocano la patologia:
- polineuropatie da metalli pesanti e solventi industriali,
- polineuropatie da farmaci,
- polineuropatie da carenze nutrizionali,
- polineuropatie diabetiche,
- polineuropatie endocrine.
Polineuropatie da metalli pesanti e solventi industriali
Molte polineuropatie possono essere causate dall’introduzione nell’organismo di metalli pesanti ed altre sostanze utilizzate nelle lavorazioni industriali.
La polineuropatia da piombo un tempo era molto frequente in quanto questo metallo veniva largamente usato in molte lavorazioni ed entrava nell’organismo tramite inalazioni e contatto sulla pelle. Tra i sintomi legati a questa tipologia di polineuropatia abbiamo: coliche, anemia ed artralgie.
La polineuropatia da arsenico e mercurio. Nell’800 era molto diffusa nei produttori di cappelli in quanto questi metalli venivano impiegati nelle lavorazioni quotidiane. Un lento assorbimento nell’organismo di questi metalli provoca effetti neurologici evidenti tra cui il bipolarismo comportamentale, da qui il detto “Matto come un cappellaio” (personaggio poi ripreso nelle favola “Alice nel Paese delle Meraviglie”).
La polineuropatia da triorto-cresil-fosfato, sostanza presente nell’olio per motori, provoca generalmente una paralisi motoria alle estremità.
Polineuropatie da farmaci
Si tratta di polineuropatie provocate dall’assunzione di determinati farmaci: isoniazide, nitrofurantoina, vincristina e sulfamidici. I sintomi maggiormente riscontrabili sono parestesie e problemi alle dita della mano e dei piedi.
Polineuropatie da carenze nutrizionali
Alcune tipologie di polineuropatie possono essere provocate da carenze alimentari oppure da altre patologie che causano un cattivo assorbimento di determinate sostanze nell’organismo (ad esempio le vitamine del gruppo B). Questi sintomi si riscontrano soprattutto in quelle popolazioni che assumono prevalentemente un solo tipo di cibo:
- la carenza di vitamina B1 o tiamina, che causa il “beriberi”, provoca una polineuropatia sensitivo-motoria che inizia dagli arti inferiori seguita da disturbi cardiopolmonari,
- la carenza di vitamina B3, causata da una alimentazione a base esclusiva di polenta, provoca la pellagra.
Spesso le polineuropatie legate a carenze nutrizionali sono associate all’alcolismo in quanto, l’uso eccessivo di alcool, provoca una cattiva nutrizione e un cattivo assorbimento delle sostanze durante la digestione.
Polineuropatie diabetiche
Il diabete è una delle cause maggiori delle polineuropatie, infatti circa il 50% delle persone colpite da diabete presenta i sintomi legati a questa patologia. In particolare i pazienti presentano parestesie e ipostesi prevalentemente che interessano gli arti inferiori o le mani.
Diagnosi e trattamento delle polineuropatie
Al fine di determinare la presenza delle polineuropatie e soprattutto individuarne le cause, è possibile sottoporsi a determinati esami clinici. In particolare l’elettromiografia (EMG), l’esame ad ago dei muscoli, il test per determinare la velocità di conduzione dei nervi, la biopsia del nervo o del muscolo ed altri esami del sangue e delle urine.
Una volta studiato a fondo ogni caso specifico, il medico specialista provvederà a prescrivere il trattamento terapeutico più idoneo al fine di eliminare la causa scatenante della patologie e di ridurne i sintomi. In questi casi gli esami iniziali sono fondamentali per isolare con precisione la causa ed agire in maniera mirata e controllata.
Considerato che le polineuropatie possono avere diverse cause scatenanti, il trattamento proposto sarà di diversa natura. Se si tratta di infezioni batteriche il medico probabilmente prescriverà antibiotici, se la causa è un farmaco specifico o un elemento tossico, si provvederà ad interrompere l’assunzione del farmaco o il contatto con la sostanza nociva.
Una volta aver agito sulla causa ed averla eliminata, il nervo colpito sarà in grado di rigenerarsi lentamente e, a seconda della gravità del danno, recupererà tutte o in parte le sue funzionalità. Tale recupero potrà essere velocizzato con opportuni esercizi quotidiani di fisioterapia.
Fonte: Associazione Italiana Psichiatri (http://www.aipsimed.org/)