La sindrome del tunnel cubitale è una neuropatia che interessa la compressione del nervo ulnare del gomito. Si tratta di una patologia neurologica molto diffusa e seconda solo alla sindrome del tunnel carpale.
Viene definita anche con il nome di “gomito del telefonista” in quanto colpisce le persone che utilizzano molto il cellulare. Infatti tenere per lungo tempo il gomito flesso per telefonare può provocare l’infiammazione del tunnel cubitale.
Le cause del tunnel cubitale
Recenti studi hanno dimostrato che la sindrome del tunnel cubitale può essere nella maggioranza dei casi “idiopatica”, ossia non avere nessuna causa esterna scatenante. In particolari condizioni, invece, può avere cause di natura meccanica ed essere correlata allo stile di vita, abitudini errate, lavori manuali ripetitivi e vari traumi.
Per comprendere le cause che provocano la sindrome del tunnel cubitale è utile fare qualche accenno di anatomia e studiare il nervo interessato da questa patologia: il nervo ulnare.
Si tratta di un nervo che ha origine nel tronco secondario e corre lungo tutto il braccio e l’avambraccio fino ad arrivare al 4° e al 5° dito della mano. Ci rendiamo conto della presenza di questo nervo quando accidentalmente battiamo il gomito su una superficie e sentiamo il formicolio per tutto il braccio. Questa sensazione è provocata dal fatto che il nervo ulnare è scoperto nel punto in cui dal braccio passa all’avambraccio e non è protetto dai muscoli.
È proprio a livello del gomito che il nervo ulnare può subire vari traumi e la sua compressione può provocare la sindrome del tunnel cubitale.
La prevenzione
Considerato che le cause della sindrome del tunnel cubitale sono spesso legate ad una cattiva postura o ad una ripetizione di movimenti scorretti, uno dei modi per prevenire la patologia è di non assumere queste posizioni e di porre attenzione alla postura nella vita di tutti i giorni.
I sintomi del tunnel cubitale
I sintomi legati alla sindrome del tunnel cubitale possono essere di vario tipo:
- lieve intorpidimento delle ultime due dita della mano con possibili alterazioni di sensibilità,
- dolore diffuso nel gomito e nel braccio,
- difficoltà a tenere il gomito piegato anche per effettuare comuni attività giornaliere (guidare, telefonare, scrivere e cucinare),
- debolezza muscolare e difficoltà a tenere in mano gli oggetti,
- paralisi della mano.
La diagnosi della patologia
I sintomi sopra descritti sono sicuramente un campanello di allarme per capire se siamo colpiti dalla sindrome del tunnel cubitale. Se questi segnali sono frequenti è consigliabile rivolgersi ad un esperto per effettuare una visita neurologia.
È probabile che inizialmente il neurologo ci sottoporrà ad alcuni test di funzionalità motoria per diagnosticare con precisione la patologia, tra questi possiamo ricordare il segno di Tinel e il test d’iperflessione del gomito.
Il segno di Tinel è l’esame più utilizzato in quanto è molto semplice da effettuare e può dare preziose informazioni sulla patologia. Consiste nel battere delicatamente il gomito con un piccolo martello per comprimere il nervo ulnare e provocare la classica “scossa elettrica”.
Quindi verrà esaminato il nervo per determinare una sua eventuale instabilità, ossia la capacità a spostarsi durante il movimento del gomito. Infine si procederà con un esame dei muscoli che ci permettono di chiudere ed aprire la mano.
A questo primo esame obiettivo da parte del medico seguiranno altri test specifici effettuati con varie metodologie:
- esami radiografici del gomito per evidenziare la presenza di eventuali “osteofiti” (formazioni ossee) vicini al nervo,
- risonanza magnetica per evidenziare la compressione del nervo,
- elettroneuromiografia per avere informazioni dettagliate riguardo la gravità della lesione neurologica o evidenziare altre cause della patologia (ad esempio il diabete).
Il trattamento
A seconda dello stadio della patologia sono possibili vari trattamenti di diversa invasività.
Inizialmente, quando i sintomi sono di lieve entità, si preferisce un trattamento conservativo. Prima di tutto si cerca di capire se la patologia è legata ad particolare stile di vita, soprattutto lavorativo. In questi casi sarà opportuno prestare attenzione alle attività che possono dare origine alla sindrome del tunnel cubitale e cercare di evitarle.
Spesso ci possiamo stupire di come atteggiamenti errati ripetuti nella vita di tutti i giorni possono provocare la patologia. Ad esempio stare troppo tempo al cellulare, oppure guidare l’automobile con il braccio poggiato fuori dal finestrino (sindrome del camionista).
In alcuni casi sarà necessaria una totale immobilizzazione del gomito per un po’ di tempo per permettere all’infiammazione di passare, magari con l’ausilio di farmaci antiinfiammatori (ma sempre sotto la supervisione medica).
Nei casi più gravi, in cui l’atrofia muscolare è allo stadio avanzato, sarà necessario il trattamento chirurgico in cui il nervo viene liberato dalla compressione. A seconda della gravità della situazione sarà possibile un recupero totale o parziale, ma sicuramente si eviterà il peggioramento della patologia e la paralisi completa dei muscoli.
L’operazione consiste nel taglio delle strutture del gomito che possono aver provocato la compressione del nervo per liberarlo. Saranno possibili due tipologie di intervento a seconda della tipologia del danno:
- decompressione in situ in cui il nervo viene decompresso ma lasciato nella sua posizione originale,
- decompressione con trasposizione in cui il nervo viene decompresso e quindi spostato.
L’esito finale dell’operazione è legato anche al periodo di convalescenza e alle cure mirate a cui il paziente viene sottoposto. Quindi è fondamentale rivolgersi a medici seri e con molta esperienza.
Una volta effettuato l’intervento viene applicato un tutore al gomito per evitare movimenti indesiderati e si avrà un recupero nell’arco di qualche settimana. Seguirà un periodo di riabilitazione in cui si riprenderanno le normali attività.
Fonte: www.ilgomito.it