Uno dei nuovi farmaci antitumorali approvati in Europa di recente è la Trabectedina (Yondelis), per il cui sviluppo il contributo del Dipartimento di Oncologia dell’Istituto Mario Negri è stato molto rilevante. L’approvazione del farmaco, per il momento, riguarda due indicazioni quali i sarcomi delle parti molli, cioè quei tumori che derivano dal tessuto connettivo, e il carcinoma dell’ovaio. Tuttavia se alcune sperimentazioni in corso per altri tipi di tumori daranno buoni risultati, il farmaco troverà un più ampio impiego in futuro. La Trabectedina è un composto naturale di origine marina estratto da piccoli organismi invertebrati, che si chiamano tunicati, perche rivestiti da una “tunica” di cellulosa, che vivono nelle radici delle mangrovie nelle foreste pluviali. Oggi viene sintetizzato in laboratorio e non richiede più quindi la raccolta degli organismi marini da cui era stato in origine isolato. Dal 1994 a oggi ricercatori del Dipartimento di Oncologia hanno fatto moltissime ricerche su questo composto pubblicando più di 40 lavori scientifici su riviste internazionali. Tali studi sono stati essenziali per chiarire il meccanismo d’azione e le proprietà farmacologiche di questo farmaco e quindi condurre la sperimentazione clinica nel modo migliore. di sarcomi. Esistono infatti moltissimi tipi di sarcomi delle parti molli, con caratteristiche biologiche differenti e solo in parte chiarite. Per un tipo di sarcoma denominato liposarcoma mixoide, sono stati messi a punto diversi sistemi sperimentali recentemente pubblicati sulla rivista americana Clinical Cancer Research, che sono oggi un patrimonio per tutti coloro che nel mondo fanno ricerca su questi tumori. Utilizzare questi nuovi modelli sperimentali aiuterà a comprendere meglio i meccanismi molecolari ache sono lla base della risposta terapeutica della trabectedina e di altri farmaci consimili, e anche i meccanismi che portano a una maggiore o minore efficacia della terapia in casi diversi. Il meccanismo “anti-infiammatorio” della trabectedina potrebbe essere sfruttato in modo particolare per tumori in cui si pensa che l’infiammazione giochi un ruolo rilevante.
Articolo di redazione
Fonte: Istituto Mario Negri