La sindrome da apnea notturna è un vero problema che affligge, da recenti stime, milioni di italiani.
È un problema fastidioso nella maggior parte dei casi ma che può portare con sé complicazioni anche gravi, per questo va assolutamente tenuto sotto controllo medico.
Chi soffre di questa patologia ha, durante il sono, migliaia di piccoli momenti in cui non respira (di media durano dai 10 ai 20 secondi, ma possono essere anche più lunghi).
Si verifica così un’interruzione costante del sonno che risulta “profondo”, quella che viene definita fase R.E.M. solo per poco. Il sonno è quindi poco riposante con il risultato di svegliarsi spesso poco riposati.
Le varie tipologie di apnea notturna.
Il problema della apnea notturna provoca costantemente, durante il giorno, una serie di disattenzioni o anche incidenti e bassa capacità di concentrarsi al meglio, magari nel posto di lavoro o durante lo studio.
Gli esperti in pneumatologia distinguono l’apnea notturna in 3 gruppi:
- Ostruttiva, che è la forma più comune di questo disturbo e si verifica quando i tessuti molli della gola si rilassano troppo durante il sonno bloccando le vie respiratorie. Uno dei sintomi primari di questa patologia è il forte russa mento.
- Centrale, è una forma meno frequente di apnea notturna che si verifica a causa di un “errore” del cervello che non invia i giusti segnali, provocando così momenti di non respirazione. Solitamente chi soffre di questo disturbo specifico ha la tendenza a non russare.
- Complessa, si tratta di una duplice combinazione dell’apnea ostruttiva e di quella di tipo centrale.
Quando si verifica un episodio di apnea notturna si innescano nell’organismo una serie di effetti come la diminuzione dei livelli di ossigeno nel sangue che porta il cervello ad avere bisogno di una sorta di “colpo”, che è appunto il tipico “gasp” o “rumore simile ad un risucchio” notturno per riavviare la respirazione.
Questa sorta di riavvio del sistema respiratorio raramente provoca il risveglio totale, solitamente si esce dalla fase di sonno profondo, che comporta una scarsa qualità del riposo notturno.
I sintomi principali.
Uno dei principali problemi dell’apnea notturna è rendersi conto che se ne è affetti, dovuto all’ovvio motivo per cui la maggior parte dei sintomi si verificano quando si dorme!
Eventualmente potrebbe essere il partner a dare indicazioni sulla qualità del vostro sonno.
Tra i segnali maggiori che potrebbero indicare la presenza di questa fastidiosa patologia c’è sicuramente il russamento, più o meno forte. Anche la sonnolenza diurna è il possibile indicatore di un problema di apnea notturna.
Tra i sintomi più frequenti possiamo annoverare:
- Incapacità di concentrarsi o problemi di memoria. Se non si ricordano più le cose come un tempo potrebbe essere dovuto a un disturbo del sonno.
- Frequenti mal di testa e in modo particolare al mattino appena svegli.
- Disturbi della personalità che possono essere più o meno marcati come depressione, irritabilità e sbalzi d’umore.
- Ci si alza spesso durante la notte per andare in bagno.
- Al mattino si sente una sensazione di secchezza nella bocca e nella gola.
Secondo gli esperti la presenza di almeno due di questi sintomi è un motivo sufficiente per eseguire una visita dal medico di famiglia o una visita specialistica in pneumatologia.
L’apnea notturna nei bambini.
Nei bambini, l’apnea notturna, è molto frequente per quanto sia difficile da rilevare. Per valutarne la presenza, dicono gli esperti, oltre al russa mento più o meno forte e costante, si può vedere se il bambino adotta delle posizioni “strane” per dormire, se fa la pipì a letto o anche se si veglia spesso.
In caso siano presenti questi sintomi è sempre consigliato andare da un pediatria che eventualmente potrebbe suggerire l’asportazione delle adenoidi o tonsille.
Nella maggior parte dei casi, questi semplici interventi chirurgici, dovrebbero risolvere completamente il problema.
Le cause.
L’apnea notturna può colpire a qualsiasi età, senza distinzione del genere. Come in molte patologie, però, ci sono una serie di fattori di rischio e concause che ne aumentano la possibilità di verificarsi:
- Il fumo è senza dubbio un fattore di rischio per tutto il sistema respiratorio.
- All’aumentare dell’età, di solito sopra i 65 anni di età, la patologia ha un’incidenza maggiore.
- Il sovrappeso. Come troppo spesso accade il mangiare troppo, e male, è un fattore di rischio per un grande numero di patologie. Il grasso in eccesso si deposita in tutto il corpo, anche nella gola, ostruendo le vie respiratorie e aumentando il rischio di apnea notturna.
- Abuso di sostanze alcooliche.
- Setto nasale deviato.
- Ipertrofia dei turbinati, di solito questo problema viene risolto chirurgicamente.
- Collo molto “spesso”.
- Molto di frequente l’apnea notturna può essere il sintomo di altre patologie, ad esempio delle allergie, riniti o raffreddore.
Seguire uno stile di vita equilibrato, fare attività fisica e perdere peso, oltre a smettere di fumare, sono dei semplici modi per diminuire il rischio che si verifichino problemi al sistema respiratorio.
Consigli per prevenire l’apnea notturna.
Ci sono dei piccoli “consigli” da seguire per mitigare i possibili fastidi dell’apnea notturna. Prima di tutto gli esperti consigliano di dormire su un fianco. Evitando che la forza di gravità spinga i tessuti molli verso la gola.
È possibile acquistare dei cuscini specifici e anallergici che aiutano a tenere la testa e il collo nella giusta posizione per evitare, o almeno diminuire, il problema della respirazione.
Gli esperti consigliano anche di liberare, dove possibile, il naso dal muco magari utilizzando, sotto controllo medico, degli spray nasali. Oppure è anche consigliato l’uso dei classici cerottini che hanno l’effetto meccanico di dilatare le narici e quindi il passaggio dell’aria nel naso.
Se si pensa di avere problemi di apnea notturna è sempre consigliabile una visita medica specialistica in pneumatologia o otorinolaringoiatria.