Quando si parla di disturbi del sonno si ha la tendenza ad associarli quasi esclusivamente all’insonnia. I recenti studi svolti nei laboratori del sonno hanno invece evidenziato come solo una minima parte di questi derivi dall’incapacità di addormentarsi.
La realtà epidemiologica è assai diversa da quella comunemente percepita, infatti è più elevato il numero di persone affette da ipersonnia, disturbo opposto che incide sulla qualità della vita.
A che età colpiscono i disturbi del sonno.
Secondo gli studiosi i disturbi del sonno si possono presentare a qualsiasi età e la percentuale tra uomini e donne è ripartita equamente. È fisiologico, superata una certa età, dormire di meno durante la notte con la tendenza ad alzarsi sempre prima.
Allo stesso tempo, durante l’adolescenza, meccanismi fisici e biologici determinano il comportamento dei ragazzi che vanno a dormire tardi e che fanno una fatica quasi indolente ad alzarsi la mattina presto.
Lo stesso sonnambulismo è considerato dalla medicina uno dei più conosciuti disturbi del sonno, e colpisce nella maggior parte dei casi i bambini, ma che può manifestarsi anche in età adulta soprattutto in persone che attraversano periodi di particolare stress, ansia o che abusano di alcool.
Come è facile comprendere questi sono comportamenti normali che non hanno nulla a che vedere con i disturbi del sonno clinicamente detti che, nella maggior parte dei casi, hanno natura psicologica o fisiologica.
Se si dorme male per cause esterne, cosa fare.
Spesso non ci si rende conto che la qualità del sonno è inficiata da fattori esterni, come il più banale rumore che provoca, appunto, l’inquinamento acustico che non favorisce il riposo notturno.
Anche una cattiva alimentazione durante la cena incide notevolmente, provocando una difficile digestione, quindi fatica ad addormentarsi e incubi. In questo caso è fondamentale, secondo i nutrizionisti, avere una dieta povera di grassi che sono di difficile digestione.
Il pisolino pomeridiano, sempre più in disuso, è un altro problema che genera disturbi del sonno. In questo caso basta avere l’accortezza di non superare un periodo di sonno superiore ai 20 minuti, in questo caso quei pochi minuti possono essere un vero toccasana per il cervello.
Se invece si tratta di un disturbo del sonno vero e proprio, cosa fare?
Se non si tratta di fattori esterni allora è necessaria una visita medica specialistica per comprendere le cause che determinano i distrurbi del sonno.
Verrà fatta, quindi, un’anamnesi medica e psicologica in cui verrà valutata tutta la giornata del paziente, non solo quella notturna, e tutte le possibili cause che non permettono un sano riposo.
Le cause più comuni possono essere:
- Di natura psicologica, stress in primis, chi non ha provato il disagio e l’agitazione a letto quando si deve affrontare una giornata complicata e importante? O magari prima di un’esame?
- Di natura fisica. L’apnea notturna è una delle cause primarie di disturbi del sonno perché altera le fasi di sonno R.E.M. non permettendo un riposo sufficientemente qualitativo.
- Difetti biochimici del sistema nervoso centrale che provocano, ad esempio, patologie come la narcolessia (si hanno dei veri e propri colpi di sonno durante la giornata).
I disturbi del sonno sono molto complessi e assai difficili da diagnosticare, per questa ragione, in caso di problemi ad addormentarsi, di stanchezza diurna o eccessivo sonno durante l’arco della giornata, è consigliato parlarne con il proprio medico di famiglia.