Come possiamo riconoscere i sintomi delle ragadi anali? Quali sono gli elementi da tenere sotto controllo che ci fanno capire di essere affetti da questa patologia?
Le ragadi anali sono delle ferite, piccole ma profonde, che interessano la parete interna del retto. A causa della posizione delicata in cui compaiono, le ragadi sono una patologia molto fastidiosa e che procura diversi problemi nella vita di tutti i giorni. Per questo motivo è molto importante imparare a riconoscere i sintomi delle ragadi anali in modo da individuarle il prima possibile ed iniziare una cura appropriata.
Naturalmente, all’apparire dei primi segnali di allarme, è fondamentale prenotare una visita di controllo da un proctologo in modo che isoli con precisione la patologia. Infatti i sintomi delle ragadi anali sono simili a quelli di malattie più importanti e solo un attento esame da parte di un esperto può individuare la patologia esatta e quindi prescrivere la cura appropriata.
I sintomi delle ragadi anali
Quali sono i sintomi delle ragadi anali da prendere in considerazione e da tenere sotto controllo?
Proprio a causa della zona limitata in cui compaiono e al forte dolore che causano, le ragadi anali sono un disturbo facilmente identificabile anche se una visita medica da parte di un proctologo è fondamentale per individuare la patologia con precisione.
Un primo sintomo evidente, che preannuncia la presenza di ragadi anali, è un intenso dolore all’atto della defecazione seguito da bruciore e prurito della parte interessata. Il dolore in genere appare in tempistiche differenti: è molto intenso durante il passaggio delle feci, poi sparisce per qualche minuto per poi ricomparire e persistere anche a lungo. Proprio per questa particolare curva del tempo del dolore si parla di “sindrome dolorosa in tre tempi”. Inoltre, a causa dell’intenso disturbo si ha una ulteriore contrazione dello sfintere che rende ancora più lenta la guarigione.
Per il dolore persistente che dura a lungo dopo la defecazione, le ragadi anali sono particolarmente fastidiose e possono creare problemi alla vita di tutti i giorni. Infatti chi ne viene colpito avrà difficoltà a sedersi oppure a rimanere in piedi per troppo tempo rendendo problematico lo svolgere della vita quotidiana.
Spesso il solo pensiero ad evacuare porta la persona colpita ad evitare di andare in bagno, oppure a trattenersi il più possibile, causando l’insorgere di stitichezza e peggiorando ulteriormente le patologia.
Se il dolore è particolarmente persistente e le ragadi anali sono giunte allo stato cronico, il paziente avrà anche difficoltà nel prendere sonno e a riposarsi correttamente.
Un altro sintomo legato alle ragadi anali è la presenza di tracce di sangue nella carta igienica dopo aver defecato. In questo caso la quantità di sangue è minima rispetto a quella riscontrata in altre patologie, come le emorroidi, ma è sempre consigliabile rivolgersi ad un medico esperto per un controllo accurato.
Una volta che le ragadi anali cronicizzano, il prurito ed eventuali escoriazioni perianali diventano sempre più evidenti. La situazione finale, a cui non si dovrebbe mai arrivare, è l’emissione di una certa quantità di pus, con la presenza di fistole, che testimonia un ulteriore peggioramento della patologia .