Categorie
Radiologia diagnostica, TAC e RMN

Scintigrafia miocardica

La scintigrafia miocardica è un esame diagnostico di medicina nucleare che permette di analizzare la funzionalità del cuore esaminando le coronarie e l’irrorazione del miocardio.

Consiste nell’introduzione di un radiofarmaco che, una volta iniettato, si va a fissare sul muscolo del cuore, riportando informazioni molto importanti soprattutto per quei soggetti affetti da malattie coronariche. 

Scintigrafia miocardica: di cosa si tratta

scintigrafia miocardicaLa scintigrafia miocardica è un esame di medicina nucleare, ossia quella branca specialistica della medicina  che utilizza sostanze radioattive a scopo diagnostico e curativo.

Viene utilizzato per constatare l’eventuale presenza di un infarto del miocardio o di una malattia coronarica, per valutare la probabilità di essere soggetti in futuro ad eventi cardiaci, e anche per analizzare l’efficacia di terapie mediche in corso.

Viene effettuato in due momenti diversi eseguiti generalmente nella stessa giornata, in condizione sottosforzo e a riposo.

In un primo momento il paziente viene sottoposto a prove da sforzo e subito dopo il medico iniettata il radiofarmaco. Il paziente viene poi accompagnato in una stanza dove dovrà intrattenersi per un’ora circa, e dove consumerà un pasto grasso.

Successivamente il paziente verrà invitato a sdraiarsi su di un lettino e mediante una strumentazione apposita chiamata “gamma camera” verranno acquisite delle immagini del proprio cuore. Per una migliore acquisizione delle immagini è necessario che il paziente durante la procedura non si muova.

Trascorse alcune ore si passa al secondo step dell’esame durante il quale verrà iniettato del radiofarmaco al paziente in stato di riposo. Il procedimento è il medesimo, attesa in una stanza dedicata, assunzione di un pasto grasso e analisi delle immagini.

Scintigrafia miocardica: prima dell’esame

scintigrafia miocardica preparazioneIl soggetto che dovrà sottoporsi ad una scintigrafia miocardica dovrà seguire alcune indicazioni che il medico richiederà come ad esempio il digiuno a partire dal giorno prima dell’esame ed evitare alcune bevande come tè o caffè dalle 36 ore precedenti.

Inoltre è possibile che venga anche richiesta la sospensione temporanea di alcuni tipi di farmaci che si stanno assumendo. E’ importante quindi che il paziente informi il medico su eventuali terapie farmacologiche che sta effettuando (perché potrebbero interferire con i risultati di questo esame), se si è soggetti allergici a particolari farmaci o anestetici, o se si è portatori di pacemaker.  

Inoltre è importante avvisare il medico se si è in stato di gravidanza, o anche se si ha solo il dubbio di esserlo, o in caso di neo mamme, se si sta allattando, perché le radiazioni presenti nel radiofarmaco potrebbero essere dannose per il feto e il latte materno potrebbe risultare contaminato.

Il medico valuterà con la paziente la necessità e l’eventuale urgenza di effettuare questo esame ed eventualmente, qualora possibile, rimandarlo ad un momento successivo.

Nel caso in cui il paziente non sia in grado di effettuare la prova da sforzo, perché ad esempio è anziano o presenta problemi di salute, il medico la sostituirà con la scintigrafia miocardica con stress farmacologico, tecnica che prevede l’utilizzo di particolari farmaci che inducono la dilatazione delle arterie coronariche.

Scintigrafia miocardica: dopo l’esame

Quest’esame non è doloroso, l’unico fastidio è quello che può essere provocato è l’inserimento dell’ago che viene utilizzato per introdurre il radiofarmaco nell’organismo, generalmente iniettato per via  endovenosa.

Subito dopo l’esame il paziente non presenta particolari fastidi.

Il medico darà al paziente tutte le indicazioni da seguire, come ad esempio evitare di sostare in aree pubbliche sia della struttura ospedaliera che esterne, come ristoranti e negozi, e mantenere una certa distanza dai bambini e dalle donne in stato di gravidanza per evitare qualsiasi effetto negativo che il radiofarmaco potrebbe avere su di loro.

Ricordiamo comunque che i radiofarmaci utilizzati per la scintigrafia miocardica non sono mezzi di contrasto ma isotopi radioattivi che vengono legati ad altre sostanze, con dosaggi minori rispetto ai mezzi di contrasto.

Fonte:

http://www.humanitas.it/visite-esami/tomoscintigrafia-miocardica-spet-di-perfusione-a-riposo-e-dopo-stimolo