Per chi fuma, le brutte notizie non finiscono mai: alla lunga lista di pericoli e danni alla salute per chi sceglie la sigaretta, ora va annoverata anche l’artrite reumatoide. Uno studio svedese evidenzia un legame tra fumatori e sviluppo dei casi più gravi di questa malattia.
Questa patologia – che colpisce circa l’1 per cento della popolazione ed è più diffusa tra le donne – si svilupperebbe più intensamente tra i fumatori, secondo uno studio svedese che ha analizzato le abitudini e i comportamenti di oltre duemila pazienti, come racconta Science Daily.
Sono 1.200 i pazienti che hanno partecipato alla ricerca già malati di artrite e quasi 900 che invece non presentano questa patologia, raccolti tra 19 diverse cliniche svedesi, di età compresa tra i 18 e i 70 anni. I duemila pazienti sono stati divisi in tre gruppi a seconda della loro abitudine alla sigaretta, e a ognuno è stato prelevato un campione di sangue per verificare la predisposizione genetica all’artrite reumatoide e, nel caso di chi già ne soffre, per verificare il grado di progressione della malattia.
Tra i fumatori più incalliti, quelli che per oltre 20 anni hanno fumato 20 e più sigarette al giorno, i livelli della malattia risultano più alti e più diffusi. Il rischio scende per chi ha smesso di fumare, ma rimane comunque alto anche per chi ha abbandonato la nicotina da molti anni. Più in generale, la ricerca rivela che il fumo contribuisce alla malattia nel 35 per cento dei casi totali, e in particolare la percentuale sale al 55 tra chi è geneticamente propenso a soffrirne.
A causare l’artrite reumatoide, malattia degenerativa che danneggia le articolazioni e per cui non esistono cure risolutive ma solo terapie che ne rallentano l’insorgere, non c’è solo il fumo. Anche i fattori ambientali come l’inquinamento dell’aria contribuiscono a distruggere i tessuti delle articolazioni, così come i fattori genetici restano uno dei fattori di rischio più importanti.
Articolo di redazione
Fonte: Corriere della sera, 15/12/2010