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Allergologia e Immunologia

Allergie alimentari dei bambini in aumento.

allergie alimentari bambiniDallo studio recente UE Europrevall, pubblicato ad agosto, è emersa una lenta ma costante progressione riguardo le allergie alimentari nei bambini.

Ormai almeno il 3% circa dei bambini al di sotto dei 3 anni è affetto da forme di allergia derivante dagli alimenti, così come dall’1 al 3% dei bambini di età prescolare e scolare e l’1% degli adolescenti.

Al di là di una visita allergologica che possa dare una corretta diagnosi di allergia alimentare, il problema si rivela notevole per la dieta e la mensa che scuole materne e asili nido devono adottare per i bambini affetti da tali reazioni allergiche ai cibi.

Lo studio Europrevall
Lo studio tratta della prevalenza, il costo e la base di allergia alimentare in Europa, nell’ambito di un progetto ampio che studia le interazioni tra il metabolismo, l’assunzione di cibo e il sistema immunitario. Valutando anche i fattori familiari e socio-economici per prevenire rischi di patologie in età adulta.

Lo studio è durato 4 anni e 7 mesi, per monitorare le allergie alimentari in Europa su

  • prevalenza delle allergie alimentari in adulti e bambini
  • modelli di reattività ai cinque principali alimenti allergenici
  • relazione tra fattori genetici e ambientali (allergie al polline, modelli di consumo alimentare, lo sviluppo di allergie alimentari)
  • commissione di una piattaforma di autentici allergeni alimentari, per facilitare lo sviluppo di nuovi strumenti diagnostici e metodi per consentire una gestione efficace delle allergie alimentari
  • informazioni riguardanti l’effetto della matrice alimentare e il ruolo della trasformazione alimentare nelle proprietà allergeniche degli alimenti
  • l’impatto socioeconomico e il costo delle allergie alimentari e delle cure

Allergie pediatriche e dieta

allergie alimentariLe diverse allergie alimentari dei bambini comportano diete differenti da un regime alimentare libero, ovviamente, e devono essere pensate dal dietologo, allergologo o pediatra, con criterio dopo una diagnosi derivante da test allergici adatti ai bambini come per gli adulti. Dal prick test al patch test, rast, test di provocazione e test cutanei (prove allergometriche), le prove allergologiche sono fondamentali per creare dei certificati di allergia alimentare per le scuole.

Bambini e famiglie sono così coinvolti in visite allergologiche che, una volta definita la diagnosi, porteranno ad una valutazione del metodo di alimentazione migliore in base agli alimenti scatenanti la reazione allergica.

Reazioni allergiche nei bambini

Diverse regole alimentari sono adottate nelle mense per evitare reazioni di shock anafilattico che possono essere particolarmente forti nei bambini.

L’assunzione accidentale di alimenti allergenici deve essere evitata, e su questo fronte si stanno muovendo anche tante normative per garantire che negli asili e scuole materne siano rispettate le singole necessità a livello di mensa scolastica. Anche a livello di menu poco variati, che invece devono essere studiati.

Ad esempio, per i bambini affetti da celiachia la dieta deve essere valutata a parte, dato che non si tratta di un’allergia ma di una patologia che coinvolge l’apparato digestivo in relazione all’assunzione del glutine.

In particolare, si pensa di istruire gli insegnanti sulle regole da adottare in caso di shock anafilattico, dato che a differenza di molti paesi, in Italia non esiste un tale obbligo a parte la chiamata del soccorso.

Non è una questione di facile soluzione, dato che la somministrazione di medicinali anti-shock anafilattico è una responsabilità che, per alcuni, non compete agli insegnanti stessi (in teoria si pensa all’autorizzazione/delega dei genitori per praticare la somministrazione di adrenalina auto-iniettabile, farmaco salva-vita utilizzabile anche dai non addetti ai lavori).

Certificati di allergia

allergie alimentari bambiniLe dite scolastiche costruite sul certificato di esenzione vengono rilasciate dall’allergologo o pediatra, ed è necessario rivolgersi ad uno specialista, per evitare la costruzione della dieta su eccessive cautele o sottovalutazioni.

In Italia tali certificati si aggirano intorno all’8% dei bambini frequentanti le scuole, e per questo sono superiori al numero medio degli allergici veri e propri. In diversi casi si tratta di intolleranza alimentare e non di allergia – diagnosi che in medicina non è contemplata ma che spesso viene a sostituire disturbi digestivi o gastrointestinali a contatto con alcuni alimenti, magari non del tutto identificati.

 

Fonti
http://cordis.europa.eu/result/rcn/51771_it.html