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Diabete: tra le cause anche i fattori ambientali.

diabete ambientaleNon solo dieta: anche l’ambiente nel quale si vive può determinare la comparsa del diabete mellito o diabete di tipo 2.

Secondo alcuni ricercatori diabetologi americani dell’Università Nazionale del Messico (UNAM), alcuni geni possono causare cambiamenti e mutazioni nel DNA, di solito noti come polimorfismi, che si possono combinare con fattori ambientali a rischio e aumentare le probabilità di sviluppo del diabete.

Inquinamento e diabete

i soggetti esposti ad inquinamento ambientale nel mondo sono milioni e, ovviamente, non tutti saranno sensibili allo sviluppo di polimorfismi ma nello studio apparso sulla rivista Investigación Y Desarrollo viene specificato come ci siano delle possibilità di interazione tra sostanze inquinanti e diabete.
Obesogenici e diabetogeni come bisfenolo A, cadmio, nicotina, stannani e ftalati, pesticidi, arsenico ed altri elementi organici inquinanti: sostanze che possono alterare i geni e provocare un aumento del rischio di diabete. Diverse molecole chimiche, infatti, potrebbero attaccare i vari recettori del metabolismo degli zuccheri e intaccare l’assorbimento di glucosio da parte delle cellule.

Ad esempio, l’arsenico è in grado di modificare l’enzima calpaina 10, responsabile dell’alterarsi della secrezione di insulina da parte del pancreas.

Al di là del problema strettamente territoriale (la ricerca è condotta su alcune regioni particolarmente inquinate del Messico), le indicazioni per contrastare il rischio diabete valgono per ogni ambiente che possa essere contaminato da tali sostanze inquinanti.diabete_mellito

Il metabolismo degli zuccheri e dei grassi è determinato anche dai fattori ambientali, dato che da sempre organismi viventi come gli umani o gli animali, modificano il metabolismo in base alle esigenze ambientali per accumulare grasso e acquisire peso.

Situazioni che possono portare al diabete o ad altre patologie che derivano dall’aumento della massa grassa, come gli episodi di ipertensione e malattie cardiovascolari.

Gli obesogeni, sostanze che alterano l’accumulo dei grassi

Tra le sostanze in grado di favorire la comparsa del diabete ci sono gli obesogeni, in grado di modificare alcuni parametri del metabolismo e favorire quello che è stato anche definito diabete ambientale. L’esposizione ad alcune sostanze ambientali può provocare un’alterazione nella necessità di cibo ovvero nell’appetito, alterando l’equilibrio corporeo dell’energia e determinando un maggior accumulo di grasso, creando ulteriori cellule di grasso e permettendo a quelle esistenti di espandersi.

Il consumo di cibo eccessivo e una scorretta alimentazione sono sicuramente le cause principali dell’ingrasso e del rischio diabete, ma anche l’esposizione ad agenti obesogeni va tenuta in considerazione come “doppio impatto”.

Inoltre, gli obesogeni interferiscono con il sistema ormonale, appunto facilitando l’accumulo di lipidi nelle cellule, provocando anche possibili disturbi della fertilità, rischi di malattie cardiovascolari e anomalie cerebrali, alterazioni del sistema immunitario.

Diabete, obesità e materie plastiche

I più noti obesogeni sono i pesticidi degli alimenti, i prodotti chimici e sostanze chimiche conosciute come ECDs (Endocrine-disrupting chemicals) che possono causare effetti nella produzione di lipidi.

Riproducendo l’azione di alcuni ormoni, come gli estrogeni, le sostanze obesogene assorbite con il cibo e con i liquidi possono quindi causare disturbi che è possibile prevenire con una corretta selezione e valutazione degli alimenti che ingeriamo e del cosiddetto “packaging” dato che sono presenti anche nelle confezioni in PVC e nei contenitori plastici.
diabete obesogeniOltre alle plastiche flessibili (giocattoli, oggettistica, bottiglie per acqua, etc che contengono bisfenolo A), sono presenti grazie alle contaminazioni con policlorobifeli e mercurio nel pesce di allevamento. È importante anche l’accortezza di non utilizzare contenitori in materie plastiche per scaldare nel forno a microonde o congelare nel freezer.

Tra i possibili rimedi “a contrasto” nell’alimentazione, la Vitamina C come potente antiossidante, è in grado di combattere l’effetto delle sostanze obesogene.

Consigli per un ambiente casalingo più sano

È consigliata anche la depurazione dell’acqua in casa con appositi depuratori e l’utilizzo di pentole in ceramica o vetro, al posto delle pentole antiaderenti.
Anche i deodoranti ambientali, candele profumate e ammorbidenti non biologici sono portatori di sostanze chimiche tossiche che, oltre ad essere degli obesogeni, possono peggiorare la qualità dell’aria e provocare episodi di asma. In tali categorie di sostanze ottimali per il vostro ambiente, rientrano anche le pitture per pareti e i tessuti di arredo, meglio se naturali.

Anche se negli Regno Unito diverse ricerche negano un’importanza così alta agli obesogeni, negli Stati Uniti la ricerca dei diabetologi sugli obesogeni è molto attiva, dato che questa sembra la conseguenza più probabile del contatto con tali sostanze, piuttosto che l’aumento di peso.