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Dietologia e Scienza dell'Alimentazione

Allergeni alimentari: possibile causa di reazioni allergiche

allergeniAlcuni organismi possono considerare “estranee” determinate sostanze che invece per altri soggetti sono del tutto naturali ed innocue. Queste sostanze vengono chiamate allergeni.

Prurito, asma, tosse o conseguenze anche più importanti possono essere sintomi di possibili reazioni allergiche.

Allergeni: differenza tra allergie e intolleranze alimentari

L’assunzione di particolari alimenti può provocare in alcune persone delle reazioni allergiche che possono essere di due tipi:

  1. allergie alimentari,
  2. intolleranze alimentari.

Si parla di allergia alimentare quando un allergene (più precisamente le proteine in esso contenute) provoca una reazione che interessa il sistema immunitario, la reazione può essere di tipo cellulare e anticorpale. Queste ultime sono le più diffuse e avvengono a seguito di due fasi: la sensibilizzazione e la reazione.

La prima fase consiste in una produzione eccessiva di anticorpi IgE; quando questi si legano alle proteine degli allergeni sulla superficie dei mastociti, cellule del sistema immunitario, possono causare il rilascio di alcune sostanze di tipo infiammatorio come ad esempio l’istamina.

L’istamina può avere come conseguenza una reazione allergica che si manifesta con gonfiore, prurito, lacrimazione, dispnea o squilibri della pelle.

Le intolleranze alimentari invece non interessano il sistema immunitario, spesso vengono identificate come:

  • enzimatiche,
  • farmacologiche.

Altre volte, invece, non si è in grado di risalire alla causa scatenante.

allergeni regolamentoAllergeni: il chiarimento del Ministero della salute sul Regolamento 1169/2011

Il 6 Febbraio 2015 il Ministero della Salute ha pubblicato una nota di chiarimento sulle modalità di indicazione della presenza di allergeni negli alimenti, a seguito del Regolamento 1169/2011 entrato in vigore nel dicembre 2014 sulle norme inerenti le etichette alimentari.

Il Regolamento stabilisce che le etichette dei prodotti alimentari devono riportare nell’elenco degli ingredienti l’indicazione chiara della presenza di componenti fonte di allergeni.

La norma vale non solo per i prodotti preinballati ma anche per tutti i cibi pronti al consumo distribuiti da operatori come ad esempio mense, scuole, ristoranti o ospedali. Queste strutture possono segnalare la presenza di eventuali ingredienti allergeni, riportando questa informazione in forma scritta sui menù, registri o cartelle, o anche su un sistema tecnologico purché sia tenuto ben in vista e accessibile al consumatore.

La nota del Ministero sottolinea l’obbligo della forma scritta di tale informazione, ma da anche libertà nelle modalità di comunicazione, a discrezione dell’operatore.

Il Ministero acconsente anche alcune diciture segnalate in posti ben in vista, come ad esempio:

  • le informazioni circa la presenza di sostanze o di prodotti che provocano allergie o intolleranze sono disponibili rivolgendosi al personale in servizio”,
  • o una dicitura simile sul menù, registro o cartello, come ad esempio “per qualsiasi informazioni su sostanze e allergeni è possibile consultare l’apposita documentazione che verrà fornita, a richiesta, dal personale in servizio”.

Le categorie di allergeni che necessariamente devono essere segnalati, se presenti negli alimenti distribuiti, sono 14: cereali contenenti glutine e relativi prodotti, crostacei e relativi prodotti, uova e relativi prodotti, pesce e relativi prodotti, arachidi e relativi prodotti, semi di soia e relativi prodotti, latte e relativi prodotti (incluso il lattosio), frutta a guscio (mandorle, nocciole, noci, anacardi, noce di pecan, noce del Brasile, noci del Queensland) e relativi prodotti, sedano e relativi prodotti, senape e relativi prodotti, emi di sesamo e relativi prodotti, diossido di zolfo e solfiti a concentrazioni maggiori di 10 mg/kg o 10 mg/litro riportati come SO2, lupino e relativi prodotti, molluschi e relativi prodotti.

Fonte:

http://www.salute.gov.it/portale/home.html