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Celiachia, una malattia nota anche nell’antichità

celiachiaLa celiachia è una malattia autoimmune in cui i soggetti geneticamente predisposti hanno una intolleranza alimentare permanente al glutine e a tutti gli alimenti che lo contengono.

Chi ne è affetto, se assume sostanze di questo tipo, ha fastidi e problemi all’intestino tenue che ne provoca una sua forte e permanente infiammazione. Come reazione  all’intolleranza, i villi intestinali che servono all’assorbimento dei nutrienti, arrivano fino a scomparire.

Chi è affetto da celiachia, e continua ad assumere prodotti con glutine, arriverà al punto di danneggiare molto l’intestino, causato l’infiammazione data dall’intolleranza, limitando la capacità dello stesso di assorbire le sostanze nutrienti nel cibo.

Questo comporterà, nel peggiore dei casi, gravi scompensi a tutta la persona nonché arriverà a subire gli stessi sintomi di chi è malnutrito.

La celiachia è una malattia sociale.

Nel nostro Paese la celiachia colpisce, di media, circa una persona su circa 150. Questo significa che i malati in Italia sono stimati intorno ai 500.000. in realtà si stima che il numero sia destinato ad essere maggiore, essendoci casi più “leggeri” che spesso non vengono neanche diagnosticati, specialmente all’inizio della sua comparsa.

Di recente i ricercatori del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) hanno messo a punto un test che darà la possibilità di scovare quelle piccole tracce di glutine nei cibi con una precisione di quasi cento volte superiore rispetto ai metodi tradizionali.

Questo nuovo metodo di analisi dei cibi permetterà di offrire a chi soffre di celiachia uno strumento in grado di trovare prodotti realmente senza glutine.

La celiachia, una malattia nota anche nell’antichità.

celiachia_antichitàGià nel 250 d.C. la celiachia era nota come la malattia che colpisce l’intestino e la cui causa era proprio l’assunzione di alcuni alimenti. Solo Francis Adams, nel diciannovesimo secolo iniziò a parlare proprio di celiachia.
Pochi anni dopo il medico inglese Samuel Gee, per la prima volta, trattò la celiachia come una vera e propria patologia analizzandone sintomi, cause e possibili cure (sia nei bambini che negli adulti).

Nelle sue conclusioni sosteneva, a ragione, che l’unico vero strumento per affrontare la celiachia fosse una dieta che eliminasse, appunto, alcuni alimenti che non fossero derivati della farina.

Perché si soffre di celiachia: le cause.

Pur non essendo stata data ancora una causa certa della celiachia, almeno non per tutti i casi, gli esperti sono concordi che uno dei fattori determinanti è senza dubbio la predisposizione genetica.

Esistono poi dei fattori esterni che possono farla sviluppare come:

  • Interventi chirurgici.
  • Gravidanza.
  • Parto.
  • Stress.
  • Infezioni di tipo virale.
  • Quantità e qualità di glutine ingeriti.

Secondo l’istituto americano di diabetologia e malattie digestive la causa potrebbe essere, sempre in alcuni causi, la mancanza dell’allattamento al seno che aiuta e migliora il sistema immunitario del bambino.

Solitamente persone che hanno altre malattie genetiche hanno la tendenza a sviluppare con più frequenza la celiachia, come capita per chi è affetto dalla sindrome di Down ad esempio.

Resta il fatto, secondo gli esperti, che la componente genetica abbia un ruolo assolutamente determinante per la celiachia. Si stima infatti che chi ha parenti che ne soffrono ha circa dieci volte in più la possibilità di esserne affetto.

A livello genetico è stato visto che hanno una maggiore tendenza ad essere celiaci persone di “razza caucasica”, questo sembrerebbe dovuto anche al superiore consumo di cereali contenenti glutine.

Le donne sono molto più a rischio, tanto che si stima un’incidenza della celiachia doppia rispetto agli uomini.

Quando insorge, la celiachia nel bambino.

La celiachia solitamente tende a manifestarsi subito dopo lo svezzamento, quando si passa dal latte materno (che è glutin free!) ad altri alimenti che invece lo contengono.

Può capitare che la celiachia non venga prontamente diagnosticata nel bambino, in questo caso avrà la tendenza ad essere “sottopeso” tanto da apparire addirittura quasi denutrito.

È fondamentale diagnosticarla il prima possibile per evitare problemi fisici più gravi, il primo test è certamente un’analisi del sangue che dovrà mostrare la presenza o meno degli anticorpi specifici.

In caso gli esiti fossero positivi sarà indicata una biopsia dell’intestino per avere certezza o meno di celiachia.

I sintomi.

La celiachia è una malattia molto difficile da individuare e spesso viene confusa con altre patologie o anche malanni momentanei. Diagnosticarla è così una vera e propria sfida che però, una volta vinta, può essere affrontata portando grandi benefici al malato.

Risulta complicato, se non quasi impossibile, conoscere tutti i vari sintomi, più o meno gravi, i principali sono:

  • Debolezza generalizzata, come se, appunto, quasi non si mangiasse.
  • Cefalee.
  • Ansia, depressione e irritabilità nonché un malessere psicofisico diffuso che sembra non avere una causa precisa.
  • Problemi allo stomaco e all’intestino come gonfiore, flatulenza, crampi, colite e diarrea.
  • La comparsa di piccole afte nella mucosa orale, placche rotondeggianti molto dolorose e fastidiose.
  • Osteoporosi, in questo caso affligge il malato non in tarda età ma prima a causa dello scarso assorbimento di calcio.
  • L’incapacità di assorbire nutrienti, come ad esempio il ferro o alcune vitamine, può anche portare a varie forme di anemia.

Da questi sintomi ci si può rendere conto quanto la celiachia, nella sua semplicità, essendo in fondo solo una semplice intolleranza al glutine, possa comportare una serie di problematiche molto pericolose.

Se questa non dovesse venir diagnosticata in tempo può portare a fenomeni molto più gravi, specialmente nei giovani, come:

  • Diabete.
  • Alopecia.
  • Ipotiroidismo.
  • Tumori intestinali
  • Infertilità.
  • Aborti spontanei.
  • Arresto della crescita.

La celiachia deve essere diagnosticata in tempo, prima che possa scatenare una serie di problemi spesso irreversibili. Se dovessero essere presenti alcuni sintomi basterà fare un semplice esame del sangue per vedere la presenza di anticorpi.

Allo stesso tempo, se si dovesse ipotizzare questa patologia basterà eliminare dalla dieta tutti gli alimenti contenenti glutine e vedere se una eventuale regressione dei sintomi.

Sarà utile, quindi una visita dal medico di famiglia (o da un gastroenterologo) per valutare i primi fastidi e in seguito da un dietologo che saprà prescrivere la dieta migliore per affrontare la celiachia.