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La dieta proteica per la salute delle ossa

dieta proteica latteLe proteine alimentari e una dieta proteica sono benefiche per la salute delle ossa, in particolare per preservare fin da giovani l’apparato osseo ed evitare situazioni di osteoporosi che, specie dai 50 anni in poi, potrebbero coinvolgere il collo del femore, il trocantere, la colonna vertebrale.

La domanda, che assilla anche diverse persone che seguono una dieta vegetariana, è: quale tipo di proteine? Diverse, infatti sono le possibili assunzioni proteiche attraverso le carni, i latticini o i legumi.

Lo studio sulle proteine animali, vegetali e da trasformazioni alimentari

A tale proposito, recentemente uno studio della Framingham Offspring Cohort (USA) ha coinvolto circa 2.700 individui a cui è stata prima di tutto misurata la densità minerale ossea (BMD), ovvero la quantità di materia minerale presente in ogni centimetro quadrato di osso. Un esame importante per la valutazione di osteoporosi e il rischio di fratture.

Sottoposti ad una apposita dieta proteica, diversi individui hanno basato contro l’osteoporosi un’alimentazione formata da proteine sia di origine vegetale che animale. I risultati hanno fornito dati rilevanti, per cui le proteine della carne rossa sembrano essere quelle associate ai valori più bassi di densità osse, rispetto ai valori del gruppo trattato con proteine provenienti dal latte.

In definitiva, la dieta proteica migliore per le ossa sembra essere quella che proviene dalle proteine del latte magro e latticini, che vanno a battere anche le diete formate dagli alimenti “trasformate” dall’industria alimentare.

Proteine, cosa sono e a cosa servono.

proteine microscopioI composti organici delle proteine sono molto complessi e rappresentano dei componenti fondamentali per tutte le cellule animali e vegetali, anche per la presenza di azoto (circa il 16%). Nel nostro corpo rappresentano una percentuale del peso totale intorno al 18% e, cosa importante, alcuni amminoacidi che compongono le proteine non possono essere sintetizzati dall’organismo e devono, quindi, essere assunte necessariamente dal cibo.

Gli amminoacidi delle proteine svolgono funzioni importanti a livello biologico, trasportano i lipidi all’interno della cellula, sono neurotrasmettitori, costituenti del nostro organismo: sostanze fondamentali per il nostro benessere.

Una dieta corretta e bilanciata deve, quindi, basarsi sull’assunzione di un vario apporto proteico, per coprire le varie necessità di proteine del nostro organismo.

  • Proteine funzionali globulari – sono coinvolte in funzioni biologiche fondamentali, nella produzione di reazioni biochimiche come enzimi, emoglobina, ormoni e anticorpi responsabili della difesa immunitaria.
  • Proteine strutturali fibrose – svolgono funzioni di costituzione per peli, unghie, strato corneo dell’epidermide.
  • Proteine strutturali – dette così in base alla loro funzione dato che sono componenti delle strutture del nostro corpo, come il collagene e l’elastina presenti nei tessuti connettivi.
  • Proteine di trasporto – consentono il trasporto delle sostanze scarsamente idrosolubili nei liquidi corporei (es. le proteine del sangue che trasportano lipidi e ferro, l’emoglobina che trasporta ossigeno).
  • Proteine catalitiche o enzimi – accelerano le reazioni chimiche.
  • Immunoglobuline o anticorpi: proteine che si legano a molecole dell’organismo, in difesa rispetto alle aggressioni “esterne”.

Il fabbisogno proteico, eccesso o carenza

dieta proteicaNella dieta quotidiana le proteine sono necessarie per una questione di equilibrio ma, non essendo tutte uguali, è fondamentale seguire una dieta proteica che comprenda quelle necessarie per lo sviluppo e la “manutenzione” del nostro organismo.
Il fabbisogno proteico è stimato circa in 1 grammo per chilogrammo di peso e non deve superare il 15% del fabbisogno totale, in questo un dietologo o nutrizionista può aiutare a stilare una dieta bilanciata a seconda dei bisogni. Per un fabbisogno proteico nell‘alimentazione in osteoporosi o per altre patologie, potrebbero essere necessari degli apporti differenti o integratori di calcio.

Nella dieta giornaliera, vengono impiegati circa 250 grammi di proteine per i processi di sintesi, poi espulse attraverso i composti azotati come urina, feci e sudore oppure tramite la desquamazione della pelle, la crescita di unghie, capelli e peli del corpo. Una perdita di proteine e di azoto che va reintegrata attraverso una dieta proteica bilanciata, che può derivare da alimenti di origine vegetale come carni, uova, pesce, latte, formaggi, yogurt, oppure da proteine di origine vegetale derivate da legumi (lenticchie, fagioli, ceci, etc.), piselli, soia, cereali (frumento, avena, farro).

Di regola, l’alimentazione media in Italia prevede un apporto proteico maggiore derivante da proteine animali, il che apporta anche dei grassi saturi dannosi per l’organismo se in eccesso. Sono consigliate, infatti, le proteine vegetali, che apportano fibre importanti per la salute dell’apparato gastrointestinale.

Eccesso proteico

dieta proteicaPorta a conseguenze negative, dato che le proteine in eccesso non vengono smaltite dall’organismo ma vanno ad essere convertite in tessuto adiposo. Ciò avviene quando l’apporto di calorie è già stato soddisfatto, nel caso contrario le proteine sono utilizzate per produrre energia, ma spesso solo nelle diete per gli sportivi, in genere, accade tale processo di riutilizzo, oppure in situazioni di scarso apporto calorico (anoressia o disturbi alimentari).
Di regola, la conversioni in “grasso” è uno dei fattori negativi dell’eccesso proteico. Nei casi in cui sia ogni giorno l’apporto proteico sia notevolmente oltre la media di 2 grammi per chilogrammo di peso, potrebbero esserci conseguenze anche serie per lo sviluppo di varie patologie.

Carenza proteica

In tal caso si sviluppa un abbassamento delle difese immunitarie, con diminuzione della massa muscolare, dimagrimento e astenia. Si possono verificare anche episodi di perdita della memoria, modificazione della libido e difficoltà di concentrazione, con indebolimento di unghie, capelli e strato epidermico.

In genere può esserci carenza proteica in alcune patologie ma, di regola, è data da una scarsa assunzione a livello di dieta sbilanciata – in molti paesi dove ancora è forte la scarsità di cibo, almeno un quarto della popolazione soffre di malnutrizione e carenza proteica.

Nel caso di dieta vegetariana e vegana, è fondamentale evitare lo squilibrio di carenza proteica con un’adeguata assunzione giornaliera di proteine vegetali, vitamina B12 e amminoacidi essenziali, magari tramite integratori alimentari idonei.

Fonti

http://www.medicinaoltre.com
http://secure.jbs.elsevierhealth.com/action/cookieAbsent