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Endocrinologia e metabolismo lento

metabolismo lentoPer molte persone stare a dieta non serve a molto, e si convincono che il proprio metabolismo è lento, per così dire: quanto c’è di vero?

Per fare maggiore chiarezza sull’argomento, in un paese a rischio sociale di obesità come gli USA, all’inizio dell’anno l’organizzazione Shape Up America ha pubblicato un documento che rende ben chiaro cosa sia il metabolismo, le sue misurazioni e le implicazioni tra endocrinologia e metabolismo lento, cosiddetto.

Metabolismo lento e pigro

Essere convinti di avere un metabolismo “pigro” in realtà è una generalizzazione che, nella realtà, coinvolge i dati riguardo al metabolismo basale, ovvero della quantità di energia che l’organismo spende per mantenere le funzioni vitali senza alcuno sforzo. Ovvero, il minimo indispensabile per respirare, seguire il battito cardiaco, far circolare il sangue, mantenere la temperatura corporea.

Ogni individuo possiede un metabolismo di base determinato da divesi criteri su cui in parte si può agire in parte no.
Prima di tutto, è più alto negli uomini rispetto alle donne, dato che dipende anche dalla massa muscolare, più abbondante di base nel sesso maschile.
Secondo valore, dipende dal peso e dalla statura, dato che una persona più alta e più in carne brucia più energia, dato che le funzioni di circolazione sanguigna sono maggiori.
In terzo luogo, è importante l’assetto genetico.

Inoltre, il metabolismo diminuisce di circa il 2% ogni 10 anni a partire dai 30 anni, dato che dopo i 25 anni si arresta la crescita della massa ossea.

Genetica e tendenza ad ingrassare

sindrome metabolicaEsistono sono diverse tipologie umane relative al rapporto con le riserve alimentari – categorie che, in epoca remota, avevano una funzione biologica differente.

I grandi risparmiatori e i grandi consumatori di energia. Non è solo la genetica a predisporci in tal senso ma anche un complesso di fattori ambientali. La maggior parte degli individui è ovviamente tesa al risparmio dato che il genotipo degli antenati è quello per cui in presenza di carestie o scarsità di cibo, consentiva di sopravvivere. Consumando poco, si risparmia energia ovviamente e le riserve di grassi sono benvenute nei periodi di fame.

Ovviamente, ad oggi la situazione è rovesciata in un’epoca dove la presenza del cibo è fin troppo rilevante, per questo, i problemi di peso sono molto diffusi, insieme alla sedentarietà.

Consumare secondo il metabolismo basale

Per non accumulare grasso in eccesso, l’energia introiettata dal cibo, deve essere proporzionale al consumo che è dato dal dispendio energetico per le nostre attività + il metabolismo basale. La proporzione è circa quella del 60% per il metabolismo basale e il 40% per le attività di “spesa energetica.

L’esame adeguato per capire qual è il nostro metabolismo di base è la calorimetria, un esame da svolgere in completo riposo. Tramite questo esame metabolico si quantifica l’ossigeno consumato e l’anidride carbonica prodotta, correlati al dispendio di energie.

Un altro metodo è dato dalla impedenziometria, test che misura la resistenza dei tessuti al passaggio di una piccola scarica di corrente (si definisce massa magra e massa grassa che sono proporzionali al metabolismo basale).

La plicometria, invece, valuta il grasso sottocutaneo in alcuni punti del corpo “pizzicando” la pelle con uno speciale strumento.

Endocrinologia, tiroide e metabolismo basale

tiroide patologieUsata anche per valutare la funzionalità della tiroide, la valutazione del metabolismo basale era uno strumento per capire quanto la tiroide era in grado di incidere sul consumo di energia dell’organismo nei pazienti affetti da disturbi tiroidei.

Il metodo è poco affidabile ma è certo che la tiroide è coinvolta nella velocità di consumo dell’energia.

Gli ormoni della tiroide agiscono sull’apparato respiratorio e delle cellule, favorende la produzione dei nutrienti, la scissione dei grassi e la sintesi delle proteine, infine anche aumentando l’utilizzo del glucosio. Insieme all’adrenalina e al cortisolo. Ipotiroidismo e ipertiroidismo rappresentano, infatti, due polarità secondo cui il metabolismo basale presenta una velocità evidentemente diversa dal normale.

Le conseguenze sullo stato di salute generale sono differenti: coloro affetti da ipertiroidismo dimagriscono pur mangiando molto, sono iperattivi, hanno il battito cardiaco accelerato e sudano molto. Gli ipotiroidei, invece, hanno poco appetito, sonno frequente, freddo, battito cardiaco rallentato.

Aumento di peso senza problemi tiroidei

Gli endocrinologi, una volta valutata l’assenza di problematiche a livello tiroideo, lasciano il testimone al dietologo, il quale in tal caso dovrà consigliare una dieta ipocalorica, al minimo dell’energia necessaria rispetto ai bisogni, ma comunque adeguata.
Seguire troppo una dieta ipocalorica, per molto tempo, non è consigliato dato che quando il corpo riceve poche calorie rispetto a quelle richieste, entra in allarme e si indebolisce tramite il consumo dei nutrienti dal tessuto muscolare.

Ossa e cuore diventano fragili, il metabolismo si “addormenta” e ci si ammala più facilmente, portando a rischio anoressia e incapacità di concentrazione. Molto meglio dimagrire in tempi lenti, con costanza e una dieta basata su un alimentazione corretta.

Fonti
http://www.corriere.it/salute/