L’iperemesi in gravidanza è, per intenderci, ciò di cui hanno parlato i media di tutto il mondo quando ad averla fu la principessa Kate Middleton. Vediamo di cosa si tratta.
È cosa risaputa che un po’ di nausea, associata talvolta a vomito, siano piuttosto frequenti e non destano di solito preoccupazione. Tuttavia è necessario riferirlo al proprio specialista che valuterà il tipo, la frequenza e soprattutto la sintomatologia al momento della gravidanza stessa (primo trimestre) e subito dopo, come per esempio l’eventuale acidosi o una conseguente disidratazione dovuta alla perdita di liquidi. Perché si potrebbe verificare questa situazione fastidiosa che prende il nome di iperemesi gravidica (o IG)?
Che cos’è l’iperemesi in gravidanza?
Se le donne presentano nausea e vomito ripetutamente, e tendono a rimettere tutto ciò che ingeriscono, andrebbero verificati eventuali aumenti o perdite di peso e se rimangono disidratate, e quanto.
Durante il primo trimestre, un’alta percentuale, circa l’80% delle donne, perde peso e liquidi a causa del vomito, ma a parte lo spiacevole o fastidioso malessere, il più delle volte non si ripete dopo il quarto mese se non degenera in patologia; le ragioni per cui questa situazione può capitare sono prevalentemente di natura psicologica, ma non dovrebbero essere sottovalutate. In realtà, si potrebbe supporre possano sussistere anche fattori di tipo biologico, psicologico e socio-culturale ed infine da disturbi o disfunzione nella produzione di estrogeni o di Hcg da parte del feto.
L’ iperemesi gravidica, se passa dopo il quarto mese di gestazione, mantiene questa dicitura scientifica; se, invece, più raramente è accompagnata dall’aggettivo “persistente”, allora siamo di fronte ad una vera patologia, causata presumibilmente da gravi problemi a livello epatico, che si protrae nel tempo.
In primo luogo, è opportuno accertare attraverso esami ematici approfonditi se si tratta effettivamente di iperemesi in gravidanza o di temporanei malesseri senza significatività. Si dovrebbero escludere evidenti epatopatie, insufficienze renali, patologie del pancreas, occlusioni a livello intestinale o infine cardiopatie.
Ad essere colpite sono quelle gestanti giovani che presentano altri casi in famiglia, che soffrono di diabete, di patologie al fegato di disturbi gastrointestinali o infine di problemi alla tiroide.
Una volta che viene diagnosticata l’iperemesi in gravidanza, cosa è meglio fare?
Quale sintomatologia caratterizza l’iperemesi in gravidanza?
Oltre ai più evidenti e frequenti problemi di nausea e vomito, di sete, di bocca secca e di disidratazione, l’iperemesi gravidica potrebbe essere individuata per l’insorgenza di molti problemi associati o meno alla gravidanza stessa: patologie cardiache quali cardiopalmo (quel “batticuore” che ti viene quando il cuore ha un ritmo irregolare per problemi di contrattilità del muscolo cardiaco) e tachicardia (quando i battiti sono troppo veloci); problemi epatici che danno luogo ad ittero (compare una colorazione giallastra sulla pelle) ed acidosi (riduzione del Ph nel sangue); astenia (ovvero spossatezza e perdita di forza muscolare con talvolta vertigini) ed anoressia con conseguente perdita di peso.
A questi possono aggiungersi disturbi della funzionalità renale che causano oliguria (la quantità di urina prodotta è inferiore ai 400 ml nelle 24h rispetto al litro o più), urine scure (troppo concentrate), chetosi (deriva da uno scorretto metabolismo degli zuccheri), chetonuria (troppi corpi chetonici o molecolari nelle urine e nei tessuti) ed infine problemi oculari, ossia l’enoftalmo, caratterizzato da un bulbo troppo o troppo sporgente, da una ridotta motilità oculare o altre patologie.
Quali consigli terapeutici si possono dare per l’iperemesi in gravidanza?
Tra le prime cose da fare senza dubbio c’è la reidratazione, ossia il recupero di liquidi che si perdono e si sono persi attraverso l’infusione di acqua, glucosio ed elettroliti. Si potrebbero quindi trovare immediate soluzioni e scegliere il modo più opportuno per garantirla: si può consigliare di bere il più possibile spontaneamente o in caso di necessità – qualora l’assunzione orale non sia efficace o non sia tollerata – o tramite l’uso di flebo con soluzioni di acqua, sali minerali e vitamine.
Una volta superato il problema della disidratazione, si potrebbe procedere gradualmente con piccoli pasti leggeri consumati spesso e basati su pietanze asciutte e salate in modo adeguato. C’è anche chi utilizza tecniche provenienti dai paesi asiatici che si sono affermate anche in Occidente, quali l’agopuntura o l’agopressione, ed ancora per gli amanti dei prodotti della natura c’è che sostiene l’efficacia dello zenzero per risolvere la nausea; in caso di preferenza nei confronti dello zenzero bisognerebbe fare attenzione all’associazione con altri farmaci, poiché l’abbinamento della warfarina o dell’acido acetil-salicidico è sconsigliata.
Tra i farmaci che possono ridurre questi disturbi troviamo gli antistaminici, che però generalmente danno un po’ di sonnolenza, e la vitamina B6 con la quale si può eliminare o almeno ridurre la nausea, ma non il vomito.
Conclusioni sull’iperemesi in gravidanza
L’iperemesi in gravidanza è piuttosto frequente durante il primo trimestre e scompare generalmente dopo il quarto, a meno che non si tratti di iperemesi gravidica permanente. Essendo comunque questi sintomi comuni ad altre patologie, e non essendoci un esame specifico che permetta di identificare la IG, vanno effettuate delle analisi per escludere che possano essere comparse altre malattie, altri disturbi di diversa natura. È opportuno recarsi dal ginecologo ed eventualmente dal dietologo o altri specialisti consigliati da questi per tenere sotto controllo il proprio peso e la crescita del proprio bambino.
Ricordate sempre che quanto prima si individua il problema, quanto prima lo si risolve.
Fonte: www.benessere.com