Categorie
Dietologia e Scienza dell'Alimentazione

La Dieta mediterranea è patrimonio dell’umanità

La dieta mediterranea è stata consacrata come patrimonio dell’umanità. E’ stato il successo di una cordata del “buon mangiare” che ha visto in prima fila l’Italia, insieme agli altri Paesi del bacino mediterraneo, Francia esclusa perché in corsa autonomamente con la sua rinomata cucina. Il trionfo di olio, pasta, pomodori e pesce, tuttavia, mentre segna un successo delle nostre abitudini alimentari codificate, deve anche far riflettere sulle tendenze alimentari delle giovani generazioni che non sono affatto confortanti, e che sembrano andare in controtendenza rispetto all’uso dei nostri prodotti tipici.
Mentre si celebra infatti la dieta mediterranea, in Italia i dati sull’obesità infantile sono decisamente allarmanti. Solo 1 giovane su 4, infatti, ha un approccio più o meno corretto a un’alimentazione ricca di pasta, legumi, verdure e frutta. Insomma, i ragazzi italiani mangiano peggio dei loro coetanei di New York. I dati più recenti sull’obesità infantile non sono per nulla positivi. Tra i bambini di otto anni, il 23% è in sovrappeso e l’11% è affetto da obesità, e bisogna ricordare che un adolescente obeso ha l’80% di probabilità di diventare adulto obeso.
Il bambino dovrebbe seguire un’alimentazione corretta (10-12% di proteine, 28-30% di grassi, 60% di carboidrati), assicurando la presenza di un giusto equilibrio tra proteine animali e vegetali (più legumi e pesce), di zuccheri semplici e complessi (meno dolci, più pane, pasta, patate, riso e altri cereali), di grassi animali e vegetali (meno strutto, burro, più olio di oliva), in grado di fornire il giusto introito di vitamine, minerali e alimenti integrali ricchi in fibre.
La conseguenza di questo progressivo abbandono della dieta mediterranea da parte dei giovani e giovanissimi è l’aumento dell’ipertensione arteriosa in età infantile che è passata da una frequenza dell’1% degli anni Settanta al 5% di oggi: un dato strettamente correlato all’aumento dell’obesità infantile. Al contrario, il ricorso ad una sana alimentazione mediterranea (pasta, frutta, verdura, pesce) fin dalla più tenera età, serve non solo a prevenire l’antiestetica obesità infantile ma anche ad evitare l’eventuale sindrome metabolica delle età successive.

Articolo di redazione
Fonte: Il Sole 24 ore