La Pellagra è una patologia dovuta ad una carenza di vitamina B3, già nota in Spagna dal 1735 dove veniva chiamata “Mal della rosa delle Asturie”.
Questa malattia si diffuse soprattutto agli inizi del secolo scorso tra le popolazioni contadine che erano solite mangiare polenta di mais o di sorgo. Scopriamo da cosa dipende, i sintomi e le cure.
Pellagra: un po’ di storia
La Pellagra si diffuse soprattutto in Italia settentrionale tra il XVIII e il XIX sec. tra le persone con problemi gastrointestinali o con problemi di alcolismo, e con un’alimentazione basata quasi esclusivamente di mais o sorgo (si era soliti consumare anche solamente due o tre chili di polenta al giorno).
Alla fine del 1800 in Italia ne furono colpite più di centomila persone.
Per lungo tempo si credette che la causa scatenante fosse un’infezione del mais. In realtà era dovuta ad un mancato assorbimento della vitamina B3 nell’organismo, vitamina essenziale per il mantenimento di un buono stato di salute.
Agli inizi del 1900 si diffuse anche in America, così venne richiesto al medico ungherese Joseph Golderber di studiare le possibili cause di questa malattia. Golderber effettuò degli esperimenti su alcuni gruppi di bambini degli orfanotrofi nutrendoli con un’alimentazione basata su verdura, carne, latte e cibi freschi.
Capì che il problema era l’alimentazione e i risultati lo confermarono: i bambini malati migliorarono e gli altri bambini sani non venivano colpiti.
Ma solo nel 1937 fu scoperta la vera causa di questa patologia, che se non curata poteva portare a conseguenze anche molto gravi.
I successori di Golderber notarono che anche le popolazioni messicane avevano un’alimentazione basata sul mais, ma non si ammalavano.
Questo perché il mais subiva una preparazione diversa, veniva infatti messo a bagno in acqua e calce; in questo modo le vitamine presenti si rendevano disponibili all’organismo e quindi potevano essere assorbite.
Grazie ad un’assunzione di una dieta più varia si riuscì lentamente con il tempo ad evitare il propagarsi di questa malattia.
Oggi questa malattia è quasi del tutto scomparsa ad eccezione di alcuni paesi come in India, Africa e in Sudamerica dove si alimentano soprattutto con il sorgo.
Pellagra: sintomi
La Pellagra è una malattia conosciuta anche con il termine “malattia delle tre D”, questo perché i sintomi che tendono a manifestarsi con più frequenza sono:
- dermatite,
- diarrea,
- demenza.
Il termine Pellagra ha origini dal dialetto lombardo e significa “pelle agra” ossia pelle ruvida, uno dei sintomi frequenti di questa malattia. Altri sintomi sono rossore, prurito, pigmentazione della pelle, infiammazione delle mucose, lesioni al sistema nervoso centrale ed alla cute.
Inoltre una carenza della vitamina B3 può portare anche altri disturbi come cefalea, perdita del tono muscolare, problemi legati alla digestione, alito cattivo, perdita di peso, ipotensione e anemia.
Al contrario anche un eccesso di questa vitamina potrebbe risultare dannoso e tossico per il nostro organismo.
Vitamina B3: gli alimenti che la contengono
La vitamina B3 viene anche chiamata vitamina PP o niacina; tra i principali alimenti che la contengono ricordiamo:
- arachidi,
- cereali intergali e crusca,
- latte e formaggio,
- carne (rossa, bianca, fegato di manzo),
- pesce (tonno, acciughe, sarde, salmone, pesce spada),
Quando la dieta alimentare che seguiamo non è sufficiente a soddisfare il fabbisogno giornaliero di questa vitamina, allora è possibile assumere alcuni integratori alimentari. Lasciamoci sempre consigliare da persone esperte nel settore ed evitiamo il fai da te.
Vitamina B3: di cosa si tratta
La vitamina B3 è composta da:
- acido nicotinico,
- nicotinammide.
E’ una vitamina importante per molte reazioni tra cui ossidoriduzione del nostro metabolismo, per il sistema nervoso, per la circolazione del sangue, per la salute della nostra pelle, per le mucose del tratto gastrointestinale, per ridurre il colesterolo nel sangue.
E’ inoltre importante per la nostra memoria, per la nostra vista, e contro lo stress.
E’ necessario assumerla dall’esterno attraverso l’alimentazione.
In base al parere degli esperti l’assunzione giornaliera consigliata di questa vitamina è pari a 14 mg per le donne (a partire da un’età di 11 anni), e 18 mg per gli uomini (a partire dai 14 anni).
Eccezione va fatta per le donne in stato di gravidanza, e per le persone soggette a ipotiroidismo, diabete, malattie croniche e con disfunzioni metaboliche. Rivolgiamoci sempre a medici esperti per eventuali dubbi.
Pellagra: cause
La Pellagra è dovuta, oltre che ad una carenza di vitamina B3, anche ad una carenza di amminoacido triptofano.
Ecco perché è una malattia che si diffuse maggiormente tra quelle popolazioni che consumavano mais e sorgo, cibi poveri di triptofano.
Inoltre, tra le cause della Pellagra rientra anche un cattivo assorbimento intestinale (a seguito ad esempio a lesioni dell’apparato digerente, in genere causate da tabagismo o alcolismo), cancro, anoressia nervosa, assunzioni di particolari farmaci.
Pellagra: diagnosi
Una corretta diagnosi viene effettuata in base all’identificazione dei sintomi tipici di questa patologia, e in base all’analisi dei livelli urinari dei metaboliti della niacina. Il medico richiederà quindi esami del sangue, delle urine e altri esami specifici.
Pellagra: cure
Una volta stabilito che si tratta di Pellagra, il medico potrebbe consigliare in prima istanza degli integratori di vitamina B3, o comunque di multivitaminici ed una dieta iperproteica per ridurre il deficit; ma poi è necessario comunque risalire alla causa scatenante per evitare eventuali ricadute. In caso poi di lesioni sulla pelle è necessario proteggersi dalla luce solare ed eventualmente applicare lozioni antimicotiche, antibatteriche e lenitive.