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Dietologia e Scienza dell'Alimentazione

Pillole dimagranti su internet? Meglio evitare.

Le pillole colorate così facili da comprare che girano su internet promettendo miracolosi dimagrimenti in tempi brevi contengono perlopiù principi attivi dannosi per la salute e, molto spesso,  ritirati dal commercio in tutto il mondo. Una ricerca di Swissmedic, Istituto svizzero per gli agenti terapeutici, rivela che su 10 confezioni vendute sulla rete, nove contengono sostanze pericolose che, come sostiene Silvio Garattini, direttore dell’ Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano, anche se non letali sono pur sempre sostanze dannose per il nostro organismo. Le analisi di questa merce importata illegalmente dimostrano che più della metà dei prodotti presenta gravi difetti di qualità. Inoltre, quasi il 90 per cento dei dimagranti contiene principi attivi che mettono in serio pericolo la salute. Fra le sostanze proibite gli studiosi svizzeri hanno trovato  il rimonabant, un  principio attivo per favorire la perdita di peso e la sibutramina che è stata ritirata dal mercato più di un anno fa in tutto il mondo. Analizzando i campioni si è scoperto inoltre che pur dichiarato come puramente vegetale, un terzo delle confezioni conteneva eccipienti chimici. In poche parole si trattava di finti prodotti naturali. Su Internet, le ordinazioni di simili capsule sono sempre più numerose, e non solo dalla Svizzera.
L’anno scorso Swissmedic ha ricevuto la segnalazione della presenza di sibutramina in 74 dimagranti presunti vegetali, la maggior parte con dosi pericolose. Le confezioni hanno spesso nomi asiatici e le capsule sono all’interno di scatole con scritte ingannevoli. Per arginare questo mercato clandestino, l’Unione europea ha adottato una serie di nuove regole  di sicurezza per le medicine in generale e in particolare per le vendite on line. Il progetto di legge, già approvato dal Parlamento europeo lo scorso febbraio, ha avuto il via libera dai rappresentanti degli Stati membri.
Ora i Paesi dell’Ue hanno 18 mesi di tempo per trasporre le norma comunitaria nel loro ordinamento nazionale. La legge europea prevede verifiche severe sulla sicurezza dei prodotti, una disciplina del commercio di farmaci su internet e sanzioni pesanti contro i trafficanti. Ma oltre ai controlli istituzionali, il consiglio principale per evitare  di non cadere in queste trappole rischiose è quello antico di diffidare delle scorciatoie. Non si buttano via in quindici giorni i chili accumulati in anni di diete sbagliate, sedentarietà e modelli di vita poco virtuosi. Per riacquistare una linea decente non c’è pillola miracolosa che tenga. Occorre una vita sana, un’alimentazione equilibrata e anche una capacità di adattamento al trascorrere del tempo. Pretendere a sessanta anni di essere uguali a come si era a venti è solo l’ennesimo tentativo deteriore di conquistare un’immortalità che non appartiene a nessuna specie vivente.

Articolo di Redazione
La Repubblica, 11 giugno 2011