Scorrendo gli ultimi dati noti sulle consuetudini alimentari degli italiani la conclusione sembra una sola: mangiamo e beviamo troppo e, spesso, anche male. Da un lato, sovrappeso e obesità continuano a crescere, anche fra i più piccoli; dall’altro il rapporto con alcolici e superalcolici è troppo spesso sregolato. E a peggiorare la situazione va aggiunta una vita sempre più sedentaria. Il risultato è che aumenta il numero delle vittime del dannoso «triangolo delle cattive abitudini», tanto che l’Organizzazione mondiale della sanità arriva a parlare persino di vera e propria epidemia.
L’estate in questo senso potrebbe offrire a molti una possibilità di redenzione, con tre semplici principi-guida per preservare la salute: cibi più salutari nel piatto, moderazione nel bere e almeno una mezz’oretta di attività fisica al giorno. E invece secondo un’indagine della Società italiana per la prevenzione cardiovascolare (Siprec) sei italiani su dieci, per esempio, non sanno cosa sia la dieta mediterranea. O, più precisamente, otto su dieci dichiarano di conoscerla, ma quando poi si chiede loro in cosa consista pochissimi sanno rispondere correttamente. Forse è anche a causa di questa ignoranza che ogni anno 52mila italiani muoiono per malattie legate all’obesità. «In Italia, il 10 per cento degli adulti è obesa, vale a dire circa 5 milioni di persone in tutto – dice il prof. Lorenzo Donini, del dipartimento di Medicina Sperimentale del Policlinico Umberto I di Roma -, e tra i bambini fino a nove anni arriviamo a percentuali del 12 per cento. E si sale a un bambino su quattro in sovrapppeso tra i 10 e i 14 anni, un vero primato negativo in Europa» ribadisce il dr. Borretta, responsabile dell’Endocrinologia dell’Azienda Ospedaliera S. Croce e Carle di Cuneo, nonché presidente dell’Associazione Medici Endocrinologi.
Un altro aspetto strettamente connesso al problema, non meno preoccupante, è l’abuso di alcol. I numeri, contenuti nel Rapporto globale dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) su alcol e salute, parlano da soli: quattro decessi su 100 sono legati all’alcol. La maggior parte per tumore, malattie cardiovascolari, cirrosi epatica, incidenti. Tra i giovani è una strage: 320mila morti l’anno in età compresa tra i 15 e i 29 anni sono dovuti all’alcool, in particolare alla guida in stato di ebbrezza. In Italia l’Osservatorio nazionale alcol dell’Istituto Superiore di Sanità ha calcolato che, annualmente, 13mila uomini e 7mila donne circa di età superiore ai 15 anni muoiono per una causa totalmente o parzialmente alcol correlata: incidenti stradali, cirrosi epatica, tumori del cavo orale, laringe, fegato, epilessia.
Stilare una lista completa di tutti i disturbi causati da dieta sbagliata, abuso di alcol e sedentarietà sarebbe troppo lungo. Esistono, infatti, patologie e casi rari, ma per riflettere bastano i grandi numeri delle malattie più diffuse: diabete, ipertensione e cancro sono in aumento costante e sono spesso legati a uno stile di vita scorretto e sregolato. Per semplificare è sufficiente dire che l’aumento di peso innesca nel nostro organismo meccanismi che portano all’aumento di tassi glicemici (diabete) e all’ipertensione, strettamente connessa al consumo di cibi ricchi di sale perché conservati e di bevande alcoliche o zuccherine. Secondo l’OMS, alcol, fumo, vita sedentaria e l’essere soprappeso sono alla base delle malattie che provocano milioni di decessi ogni anno: cancro, malattie cardiache e respiratorie, diabete e grasso causano infatti più morti di tutte le altre malattie messe insieme e nel 2008 sono state responsabili del 63 per cento delle morti globali, 36 milioni su 57 milioni di morti total.
Sarà bene pensare anche a questo quando in costume da bagno ci guardiamo vanitosamente davanti allo specchio.
Articolo di Redazione
Fonte: Corriere della sera del 14/07/2011