Uno degli infortuni più comuni al ginocchio è senza dubbio la rottura del legamento crociato anteriore. In modo particolare, nella maggior parte dei casi, il trauma viene subito da atleti che praticano determinati sport come calcio, rugby e basket.
In base alla gravità del danno al ginocchio potrebbe essere necessario un intervento chirurgico, con relativa riabilitazione, per riacquistare la perfetta funzionalità della articolazione.
Come è fatto il ginocchio.
Il ginocchio è una struttura molto complessa e resistente, è formato da tre ossa differenti collegate e tenute insieme tra di loro dai legamenti principali.
Nella parte laterale del ginocchio ci sono i legamenti collaterali che controllano il movimento del ginocchio ed evitano che esso faccia movimenti anormali di lato.
I legamenti crociati, detti così perché si incrociano formando una “X” si trovano nella parte anteriore e posteriore del ginocchio e la loro funzione è di permettere il movimento in avanti e in dietro.
Il legamento crociato anteriore serve anche ad evitare che la tibia scivoli via dal sul “posto”. In più tende a mantenere la stabilità “rotazionale” del ginocchio.
Perché si infortuna il legamento crociato anteriore.
Il legamento crociato anteriore è una parte del ginocchio che viene sollecitata in tanti modi e in modo particolare quando si pratica sport. Alcuni sport, e movimenti che si fanno, possono essere più o meno pericolosi per il crociato.
In più sono da tenere in considerazione anche altri parametri come l’età, la forma fisica, l’elasticità in generale dei legamenti e il tono muscolare dell’atleta.
Alcuni sport sono certamente più a rischio per la rottura del legamento crociato anteriore, secondo una recente statistica le percentuali di infortunio sono:
- Calcio e calcetto 42%
- Pallacanestro 12%
- Sci e sport sulla neve come anche lo snowboard 11%
- Sport vari 15%.
- Ci sono anche una buona percentuale di rotture del legamento crociato anteriore per attività comuni non associate per forza allo sport.
Senza dubbio il calcetto e il calcio la fanno da padrone sia per l’elevata diffusione che hanno nel nostro Paese sia perché, spesso, gli atleti amatoriali praticano attività sportiva senza essere fisicamente pronti.
I medici sportivi raccomandano sempre una buona preparazione atletica che permetta anche alla muscolatura di supportare i legamenti nel loro sforzo e, prima del gioco, alcuni minuti di riscaldamento e streching muscolare.
Questi semplici accorgimenti possono diminuire foretemente i rischi di infortuni il cui recupero è spesso abbastanza lungo e faticoso. Anche il tipo di superficie su cui si pratica la attività può incidere sul rischio rottura del leamento crociato anteriore.
Ormai la maggior parte dei campi sono in erba sintetica che, pur avendo costi di gestione più bassi di un campo in erba, mette a rischio maggiormente gli atleti che tendono ad “impuntarsi” senza scivolare sulla superficie.
Questo provoca uno stress non necessario sulle ginocchio e, di conseguenza, un super lavoro per i legamenti.
I movimenti più “rischiosi” per il crociato anteriore.
Ci si può infortunare al legamento crociato anteriore durante lo sport a causa, in generale, di una serie di movimenti innaturali per tutta l’articolazione. Quando si verificano il LCA tenta di “ammortizzare” il danno con conseguente rischio di infortunio per lo stesso.
Il primo tipo di movimento è la cosiddetta ipertensione, tipica quando si vuole effettuare un movimento al di fuori della nostra portata.
Il movimento “contrario” è la flessione del ginocchio che, se portata all’eccesso può portare a dei danni. In questo frangente si parla di iperflessione.
Se invece il ginocchio effettua un movimento che lo porta ad andare verso l’esterno o l’interno allora si tratta di valgismo o varismo.
Dalla tipologia dell’infortunio si può quindi comprendere e valutare quale sia il possibile danno al ginocchio ancora prima degli esami strumentali.
Più in generale alcuni movimenti sono spesso la causa della rottura del legamento crociato anteriore indipendentemente dalla tipologia di attività fisica che si sta praticando:
- Fare un repentino cambio di direzione.
- Fermarsi all’improvviso.
- Rallentare la corsa.
- Quando si atterra in maniera scomposta dopo un salto.
- Venir colpiti direttamente, come può accadere, ad esempio, per un contrasto durante la partita di calcetto del giovedì!
Molti studi statistici hanno messo in evidenza come le donne siano più propense, in determinati sport, a subire danni al legamento crociato anteriore. Questo potrebbe dipendere da più fattori come:
- Condizioni fisiche generali.
- Forza e tono muscolare.
- Controllo neuromuscolare.
- “Morbidezza” dei legamenti.
- Effetto degli estrogeni sui legamenti.
- Alcuni sostengono che possa dipendere anche dalla differente costituzione, tra donna e uomo, in modo particolare delle gambe e del bacino.
I sintomi.
Quando ci si infortuna al legamento crociato anteriore la prima valutazione può essere fatta, oltre che dalla tipologia di incidente, anche dalle sensazioni dell’atleta. Infatti, quando il LCA si rompe, si potrebbe sentire una sorta di “rumore sordo” con la seguente “perdita di controllo” del ginocchio.
Altri sintomi tipici che potrebbero indicare la rottura del legamento crociato anteriore sono:
- Perdita delle complete capacità motorie della zona.
- Fastidio nel camminare.
- Morbidezza delle articolazioni.
- Di solito, entro 24 ore dall’inciodente, la zona provoca dolore e si gonfia, questi sintomi hanno la tendenza ad essere momentanei e di solito passano da soli.
Se fossero presenti alcuni di questi sintomi è consigliato farsi visitare da un medico dello sport o un ortopedico, il rischio è di sottovalutare il vero problema con la conseguenza di infortunii ancora più gravi, come la rottura del menisco.
Possibili trattamenti per la rottura del legamento crociato anteriore.
La tipologia di trattamento dipenderà dal bisogno del paziente, se è ad esempio uno sportivo sarà necessaria una terapia che permetta il completo recupero.
Solitamente alle persone anziane si tende a consigliare una terapia definita conservativa, dove possibile, che quindi eviti un eventuale intervento chirurgico e una conseguente lunga riabilitazione causata dalla rottura del legamento crociato anteriore.