Il caffè è stato assolto dall’accusa di essere un alimento pericoloso, passando dal “gruppo 2b: possibilmente cancerogeno per l’uomo” al “gruppo 3: non ci sono evidenze di rischio”.
23 esperti internazionali riuniti dall’ IARC hanno valutato i risultati di 500 studi relativi agli effetti del caffè sull’uomo rilevando che non sono presenti prove sufficienti per la cancerogenicità del caffè.
I recenti studi sul caffè dicono che…
Uno studio effettuato nel 1991 sul caffè aveva segnalato una possibile correlazione tra caffè e tumore alla vescica; in base ai dati a disposizione il caffè era stato classificato nel “gruppo 2B: possibilmente cancerogeno per l’uomo”.
l’IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) con sede in Francia a Lione, che fa parte dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), tra le varie attività, si occupa anche di dettare le linee guida sulla classificazione del rischio relativo ai tumori di agenti chimici e fisici. Nell’ottobre 2015, l’IARC, dopo aver analizzato più di 800 studi, aveva considerato le carni rosse lavorate, ossia quelle carni “trasformate”che sono state soggette a lavorazioni particolari volte ad aumentarne la conservabilità come la salatura, l’affumicazione o la stagionatura, classificandole nel “gruppo 1: cancerogena per l’uomo”, e le carni rosse non lavorate nel “gruppo 2A: probabilmente cancerogena per l’uomo”.
In quell’occasione l’AIRC aveva annunciato che l’analisi successiva avrebbe interessato il “caffè, il mate e altre bibite molto calde”. Dall’analisi effettuata è emerso che bere caffè, nella quantità di circa 3 o 4 tazzine al giorno e per soggetti sani che non hanno specifiche intolleranze alla caffeina, non è classificabile come cancerogeno per l’uomo non esistendo prove sufficienti per la cancerogenicità.
E’ stato così salvata una delle bevande molto apprezzata in tutto il mondo.
Attenzione alle bevande molto calde
Non è possibile affermare lo stesso per le bevande molto calde, che al contrario, in base al parere degli esperti, potrebbero essere dannose per la salute dell’uomo.
Per bevande molto calde si intende bevande che vengono introdotte nell’organismo ad una temperatura superiore ai 60°, compresa quindi tra i 65°-70°.
Gli studi sulle bevande molto calde sono stati effettuati in paesi come il Sud America, l’Iran, la Turchia e la Cina dove le popolazioni sono solite consumare bevande come tè o mate a temperature molto elevate. Dagli studi è emerso che questa temperatura molto elevata potrebbe aumentare il rischio di cancro esofageo. L’IARC ha così classificato le “bevande molto calde” all’interno del “gruppo 2A: probabilmente cancerogena per l’uomo”.
Salvo anche il mate
Gli studi hanno interessato anche gli effetti del mate sull’uomo.
Il mate è un infuso preparato con le foglie di pianta originaria del Sud America, l’ erba mate, tagliata, essiccata e sminuzzata. E’ diventato con il tempo una bevanda tradizionale in Argentina, Cile, Paraguay, Uruguay, Sud del Brasile, paesi in cui il consumo è un vero e proprio rito, che prende il nome di “cebar mate”, che prevede il consumo di questa bevanda a temperature molto alte.
Dalle analisi degli studi effettuati è emerso che il mate consumato freddo non ha avuto effetti cancerogeni negli esperimenti su animali o in studi epidemiologici. Quindi, in base al parere degli esperti, il consumo di mate a temperature non molto elevate non è classificabile all’interno del “gruppo 3: cancerogeno per l’uomo”.
E’ comunque sempre bene consumare gli alimenti con moderazione, senza eccedere nelle dosi, seguendo una dieta varia e bilanciata, affidandosi al parere ed al consiglio di medici qualificati ed esperti.
Fonte:
http://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?articolo_id=40702